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Loredana Longo. Creative Executions

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Loredana Longo. Creative Executions

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Loredana Longo. Creative Executions

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Dal 13 novembre 2019 al 20 dicembre 2019

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Creative Executions è l’atto finale, il testimone delle tre azioni performative che Loredana Longo ha realizzato con Officine Saffi nel corso dell'anno.

Chi ha indagato la sua ricerca artistica, sa che Loredana Longo è capace di relazionarsi di volta in volta con discordanti materie e processi creativi mediante una prestanza singolare, che unisce vigore e progetto, forza fisica a materiali insieme soavi e (contestualmente) energici, includendo nel processo creativo il ruolo contemplativo del pubblico partecipante.

Ogni volta Loredana Longo è stata in grado di relazionarsi con impegno al contesto in cui ha agito, dialogando dialetticamente e mutando di volta in volta dettagli e messe in scena, perché il suo lavoro è anche una macchina scenica, un processo di trasformazione costante dei suoi stessi processi, com’è accaduto anche nel prodigioso scenario dei trulli della Valle d’Itria, dove la scorsa estate l’artista ha proiettato la sua paradigmatica parola “Victory” sull’esaltante groviglio di fumo, un istante dopo l’esplosione di decine di tubi in argilla fresca preparati da un artigiano.

Rinunciando alle immagini o all’espressione verbale che hanno caratterizzato buona parte del suo lavoro, Longo indaga la struttura autosufficiente della forma, le sue abrasioni, le sue parti concave e convesse, le escoriazioni e le penetrazioni della materia nella materia stessa dell’opera. La costellazione di frammenti ceramici che si compone dopo ogni performance evidenzia il post war di un campo di battaglia: brandelli ripiegati su sé stessi, bucati, violentati da un’esplosione con risultati inaspettati e – soprattutto – imprevedibili. «Il vero problema con me stessa - riferisce l’artista – «è che io non voglio sapere cosa accadrà di preciso, amo quell’imperscrutabilità della forma che prenderanno le cose, come la vita». Dal caos primigenio sono nate nuove forme. Sono reperti di un mondo distrutto e che, nonostante tutto, respira, resiste.

Con il gesto performativo, ci ricorda Irene Biolchini, l’artista vuole farci riflettere sull’estetica della violenza, un tema che da oltre un ventennio caratterizza il suo lavoro. Il boato di un’esplosione, la disintegrazione fisica degli oggetti realizzati, per queste azioni, in ceramica, un materiale da sempre presente nella ricerca artistica di Loredana Longo, ci conducono a una riflessione su ciò che la violenza, vissuta o percepita, lascia nelle vite di tutti noi. Ed è forse questo l’elemento più dirompente nel lavoro di Loredana Longo: perché nulla della violenza che ci circonda viene proposto letteralmente. Lo spettacolo pirotecnico dell’esplosione non è didascalico: non vediamo un’esecuzione davanti ai nostri occhi. Eppure vediamo un’esplosione, ne percepiamo la detonazione, vediamo collassare davanti a noi decine di cilindri in argilla fresca, disposti in file regolari.


La mostra è visitabile fino al 20 dicembre 2019.

Il progetto è in collaborazione con FPAC- Francesco Pantaleone Arte Contemporanea (Milano, Palermo) ed è accompagnato dai testi critici di Irene Biolchini e Lorenzo Madaro.